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Sono Matteo Bannò, consulente strategico in social media marketing. Trascorro la maggior parte del mio tempo ad esplorare le labirintiche strade dei social media, per capire cosa funziona e cosa non lo fa. E ora, nel 2025, è arrivato il momento di condividere con voi alcuni dei miei punti di vista, frutto di anni di lavoro sul campo con imprenditori, agenzie e progetti reali. Non c’è spazio per la fuffa qui!
Instagram era una volta la vetrina perfetta per brand e influencers, puntava tutto sull’immagine, eravamo tutti fotografi. Oggi, si è allontanato da quello spirito, diventando un minestrone di contenuti a volte indigesto. C’è chi continua a insistere su hashtag obsoleti e strategie di engagement che hanno perso efficacia. Ho visto clienti disperati perché i loro contenuti non generavano l’engagement sperato, nonostante le ore spese a cercare la foto perfetta. Ma nel 2025, Instagram non è più solo immagine: è autenticità, è contenuto concreto. E l’autenticità non si può fingere.
Non dimenticarsi del potere del contenuto è fondamentale anche su altre piattaforme. Ricordo quando un cliente, che gestiva un brand di moda, aveva deciso di concentrare tutti i suoi sforzi su TikTok. Ma il suo contenuto non era adatto: era troppo autoreferenziale, troppo commerciale. Il risultato? Un flop totale. TikTok è un palcoscenico per il divertimento, per la creatività: non può essere usato come un semplice canale pubblicitario.
E parlando di canali pubblicitari… Facebook nel 2025 è diventato essenzialmente una piattaforma di advertising. Non c’è più lo spazio che c’era una volta per l’engagement organico: tutto è diventato a pagamento. Ho visto troppi clienti sprecare budget enormi per campagne non ottimizzate, senza un target ben definito. Un errore che può costare caro.
LinkedIn, d’altra parte, è cresciuta enormemente nel corso degli anni. È diventato il luogo per eccellenza per il networking professionale e il personal branding. Ma anche qui, ho visto troppi errori: troppi post generici, troppo ego e troppo poco valore. LinkedIn premia chi offre contenuti di valore, chi sa ascoltare e dialogare.
E per finire, non dimentichiamoci di Twitter. Molti lo considerano morto e sepolto, ma io non sono d’accordo. È il social media perfetto per avere un dialogo diretto con i propri clienti, per intercettare le tendenze del momento. Ma, attenzione, è una spada a doppio taglio: un tweet mal posto può generare una crisi di immagine in pochissimo tempo.
Nel magico mondo dei social media, non tutto ciò che luccica è oro. Ma se si evitano gli errori comuni e si impara a comprendere veramente ogni piattaforma, si può ottenere molto. E io, Matteo Bannò, sono qui per aiutarvi a navigare in queste acque tumultuose.


