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Mi chiamo Matteo Bannò. Vivo di Social Media da quando Mark Zuckerberg era un adolescente e, per l’amore del bello, ho visto di tutto. Dai tempi di MySpace e Friendster fino al panoramica attuale, so una cosa o due su quello che funziona – e su quello che non funziona – nel mondo sempre mutevole dei social media.
Il 2025 non è un’eccezione. Le nuove piattaforme spuntano come funghi dopo la pioggia, ma non tutte hanno la stoffa per resistere. Ricordate Clubhouse? Un’idea interessante, certo, ma alla fine si è rivelata un castello di carte che è crollato sotto la pressione della concorrenza.
Il primo errore che vedo commettere da molti clienti è inseguire la novità per il solo fatto che è nuova. Si lanciano a capofitto in ogni nuova piattaforma che appare, sparpagliando i loro sforzi e diluendo il loro messaggio. Ma non è questo il modo di procedere. Non si tratta di essere ovunque, si tratta di essere dove conta.
Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che la qualità batte sempre la quantità. Prendiamo Instagram, ad esempio. Molti clienti mi chiedono: “Matteo, quanto spesso dovrei postare?” La mia risposta è sempre la stessa: “Non importa quanto spesso posti, ciò che conta è il valore che apporti.” Un post al giorno che risuona con il tuo pubblico è più efficace di dieci post che passano inosservati.
E poi c’è TikTok. È la piattaforma del momento, non c’è dubbio. Ma è giusto per te? Dipende. Ho lavorato con imprenditori che hanno avuto un enorme successo su TikTok. Ma ho anche visto aziende perdere tempo e denaro in campagne che non hanno prodotto alcun risultato. Perché? Perché non avevano capito il pubblico di TikTok. È giovane, è dinamico e vuole contenuti che sono rapidi, divertenti e autentici. Se non puoi offrire questo, allora forse dovresti guardare altrove.
Un’altra area che vedo spesso trascurata è l’analisi dei dati. I social media ci danno una quantità strabiliante di informazioni sui nostri utenti. Che cosa fanno clic? Quando sono online? Che tipo di contenuti amano? Questi sono dati preziosi che possono guidare la tua strategia e aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi. Ma troppo spesso, vedo clienti ignorare questi dati, o peggio, non capire come utilizzarli.
Alla fine della giornata, i social media sono uno strumento. E come ogni strumento, il loro valore dipende da come li usi. Se li capisci, se conosci il tuo pubblico e se sei disposto a mettere in campo il lavoro necessario, allora i social media possono essere un potente alleato. Ma se ti butti a capofitto senza un piano, senza obiettivi chiari e senza una comprensione di ciò che stai facendo, allora potresti scoprire che tutto ciò che hai è una miriade di “mi piace” vuoti.
In conclusione, nel 2025, come sempre, ciò che funziona davvero nei social media non è la piattaforma più recente o la funzionalità più alla moda. È la qualità del contenuto, la comprensione del pubblico e l’uso intelligente dei dati. E una cosa è certa: la fuffa non ha mai avuto un grande ritorno sull’investimento.

